Il premio della critica come Original Workwearing of the Day va alla nostra responsabile dell’ ufficio gestione credito, che si è presentata a lavoro questa mattina con: camicia a mezza manica hawaian style dai colori blu elettrico, verde chiaroe bianco, pantaloni in lino leggermente ampi sopra-ginocchio, infradito verde acido.
Magnifique: sarà il mio must dell’ estate!
Luglio 2, 2009
Premiazione ufficiante
Giugno 28, 2009
In memory of… (dialogo tra pessy e Madre)
m: E’ morto Michael Jackson.
p: Era ora!
m: Pessy, non essere la solita stronza!
p: Eh si, come no… Madre, tu non sai quanti stanno piangendo ALTRE lacrime…
Maggio 18, 2009
Dialogo tra pessy e il direttore commerciale
dir: pessy, hai tagliato i capelli?
p: no. Li ho tagliati corti quasi a spazzola e prima li avevo lunghi e ricci ma sei rincoglionito è palese che li ho tagliati e comunque mi è solo il cinquantatreesimo che da questa mattina in azienda mi pone la stessa idiota domanda.
dir: come no?
p: li ho soltanto raccolti. Nel cestino.
Maggio 13, 2009
Il segreto
Il segreto per avere successo nel lavoro, così come nella vita in generale, non è tanto quello di avere la risposta per ogni domanda, quanto piuttosto quello di sapersi porre le giuste domande.
Maggio 11, 2009
un pomodoro dice all’ altro
Lampade – correre – lampade:diamo il via alla saga dei pomodori ambulanti.
I hate them
Marzo 26, 2009
AAA cercasi…
Attenzione: se in un annuncio di lavoro trovate che tra le competenze richieste c’è anche una ottima capacità di problem solving, non rispondete.
Significa che finirete a risolvere rogne per otto ore ogni giorno.
Marzo 18, 2009
Considerazioni
Quando si era piccoli ci sentivamo dire:
“State zitti, che non sapete e non capite niente”.
Adesso che di anni ne abbiamo cinquanta ci rispondono:
“State zitti, che parlino i giovani, ricchi di conoscenze”.
Allora, la domanda che sorge spontanea è: ma noi quando cazzo parliamo?
Gennaio 16, 2009
Gennaio 9, 2009
Il Reverendo
In casa pessy la guerra è stata dichiarata molti anni fa: tra brevi concessioni di tregua e numerosi caduti, la strage continua ad essere perpetrata e il Reverendo dovrà avere sua figlia sulla coscienza, prima di riuscire a dirsi veramente soddisfatto. Io gli dico che se la sola cosa che riesce a vedere è il suo gigantesco EGO, non merita di sicuro di essere chiamato “papà” da me.
Può anche passare le sue giornate a suonare quella minchia di chitarra elettrica, cibarsi di sola insalata ed andare in chiesa la domenica mattina , ma per me non sarà mai un asceta o una brava persona, ma sempre e solo quello che mi rinfaccia di essere un peso psicologico ed economico per lui; per lui che ha uno stipendio da quadro, una casa di proprietà, due auto, due moto e viaggia per vacanze quattro settimane all’anno.
Se penso, poi, che io lavoro da quando avevo 14 anni per pagarmi qualsiasi cosa, dai vestiti alle gite di scuola, alle medicine e i libri, mi viene da vomitare.
Puoi anche concedermi di vivere sotto al tuo stesso tetto, ma io mi sento abbandonata da molti anni, e sempre più sola.
F*****i s*****o.
Dicembre 30, 2008
Consiglio
Se le cose che hai da fare sul lavoro aumentano esponenzialmente, non credere che sia perché il tuo responsabile ti reputa professionale, capace o polivalente.
E’ solo perché per i tuoi colleghi sei quello giusto su cui saricare tutti i lavori pallosi e rognosi.