Una persona un giorno mi scrisse:
Se non vorrai amarmi, non importa:sarò in grado di amare per entrambe.
Non si trattava di un qualche incauto e quanto mai impaziente e passionale amante, bensì di lei, Judith. Ovvero: la mia migliore amica. L’unica, aggiungerei.
L’unica in grado di cogliere il mio stato d’animo attraverso uno sguardo, di capire i miei desideri e le mie paure più profonde. capire nel senso di carpire, di emozionarsi per un mio sussulto, una mia lacrima, una mia smorfia di dolore, una risata. Un cuore che batteva in perfetta sincronia con il mio, una mano che sentivo sempre appoggiata attorno ai miei fianchi, in un abbraccio di affetto, di conforto, di supporto.
Il mio esatto opposto, e proprio per questo, la mia metà complementare.
Potrei dedicarle fiumi di parole, meravigliose e dolci frasi di ringraziamento, stima ammirazione. Di lei ricordo una forte opinione su tutto: decisa nello schierarsi politicamente, sul piano etico, nella scelta e gestione degli affetti.
Tu sei bellissima mi ripeteva spesso… Ma come poteva non vedere che lei era la seducente luna. Grande nel cielo, oro bianco e raggi d’argento ad impreziosire il cielo, incastonata nel velluto blu di una volta senza fine e senza confini… Come una eterna ed onnipresente prigione d’aria, che invade l’anima e la riempie per nientificarla.
Gli anni e il decorso degli accadimenti ci hanno divise; la scelta universitaria, le scelte di vita, gli amici non comuni. In verità dovrei incolpare in primis noi stesse, per il modo egoistico in cui ci stiamo comportando, per come chiudiamo gli occhi pur di non vedere che ci stiamo allontanando.
Un tempo le diversità che ci distinguevano erano una fonte di ricchezza reciproca: oggi si presentano come ostacoli insormontabili che schiacciano.
E schiacciano soprattutto la mia memoria.
Vorrei chiederle:
Quando è stata l’ultima volta in cui ti sei sentita felice ed amata?
Quando una lieve carezza ti ha fatto capire che la tua sola presenza faceva stare bene una persona?
Puoi fingerti indifferente all’amore e alla quotidianità. Puoi continuare a ricercare il particolare e la perfezione. Ma fintanto che i tuoi post traboccheranno di serate full of drugs e nonsense, di ego e di personaggi tanto stralunati, divertenti ed irriverenti quanto privi di qualsiasi consistenza affettiva, fino a quando ti sforzerai di dimenticare le cose primitive e naturali, le più essenziali per l’esistenza di un uomo, per inseguire e voler afferrare aspetti e realtà che cambiano ogni giorno, si evolvono volubili ed inafferrabili…
Fino a quel momento non smetterai di generare in me un’ unica impressione. Cioè quella di essere sì, molto lontana da me e nettamente superiore in quanto a bellezza, cultura, amicizie, acutezza d’ingegno e genio; certo la tua compagnia è molto più piacevole ed affascinante di quella di molte altre ragazze; io, per esempio, non sono nè un bravo oratore, nè so coinvolgere il gruppo, nè mi so distinguere dalla massa e, a dirla tutta, non brillo nemmeno in fatto di socievolezza… Ma non smetterai di sembrarmi sola dentro sempre.
E’ sconfortante poter soltanto assistere a tutto ciò e non poter più essere partecipe della tua vita. Mi dispiace di non riuscire più a comunicare con te profondamente, come un tempo usavamo fare.
Ti vorrò bene ancora molto a lungo.