Pessy’s Weblog

Febbraio 19, 2008

UN’ ALTRA VOLTA?

Archiviato in: ATTUALITA' — Tag:, , — pessy @ 9:19 am

No, grazie… Ma ci tocca farlo, invece. Il 13 aprile 2008 si torna alle urne per le primarie. E se alle precedenti ci andavamo confusi, oggi ci andiamo scoglionati e arrabbiati. Io mi ci vedo: da dietro la tendina misto lino beigetto tinta caco marcio – che già ti dà un’idea tematica della situazione – aprire il menu e scegliere à la carte tra una pila di faccettine e simboletti colorati, che te lo fanno sembrare un gioco educativo della clementoni – in effetti io mi aspetto sempre che una volta appoggiata la penna sul simbolo suoni qualcosa o si illumini e mi dica: “EEEEHHN! Scelta sbagliata! Ma potrai riprovare tra breve perché manderemo a monte il prossimo governo il prima possibile!”. In genere poi succede che alzo gli occhi al cielo e sospiro, esco con il morale a terra e lo sguardo sconfortato, e con la netta sensazione che, anche per oggi, il nostro passettino verso il basso lo abbiamo fatto.
Quest’anno il menu proporrà alcun nuove entrée: pdl (partito delle libertà), la rosa bianca (leggasi Casini), la sinistra arcobaleno (dove i colori predominanti saranno per quest’anno il rosso e l’azzurro degli occhi di Bertinotti).
Le maggiori speranze e i miei maggiori auguri vanno al Piddì: Veltroni ci si aspetta grandi cose da te.. Anche se non ti voterò.
Più che di novità sarebbe più corretto parlare di rimpasto: alla fine della fiera, i soggetti sono sempre gli stessi, (a parte la novità del Ferrarone che non è che però ci dia, anche visivamente parlando, la forza e l’entusiasmo per ben sperare) i propositi sono quelli di un predicatore domenicale come al solito… a parte i simboli o i colori dei partiti, l’altra cosa che cambia è la posizione politica di alcuni concorrenti e la data in cui si va a votare rispetto alla volta precedente.
Tra il popolo si è diffusa l’amarezza e il disinteresse più completo per quanto sta succedendo in politica in queste settimane. Gli unici che vivono questo momento con fervore e impazienza sono proprio loro, che hanno tirato un sospiro di sollievo quando hanno capito che la legge elettorale non sarebbe stata cambiata, che potevano sciogliere la presa dagli scranni e starci seduti comodamente ancora per un bel po’. Anche perché è stata una faticaccia per loro… ormai non sapevano più cosa inventarsi per far cadere il governo: sin da subito, appena eletto Prodi e la sinistra si urlava al riconteggio dei voti, al broglio elettorale. Poi un giorno guardo il tiggì e mi vedo Mr B che solo gli mancava una lacrima scendere dal viso mentre si proclamava vittima dei media (ma se sono – quasi – tutti suoi i canali di informazione principali televisivi?). Per qualsiasi iniziativa che potesse urtare la sensibilità monetaria di imprenditori o che potesse anche andare in una direzione iniziale di incremento dei costi per le famiglie, ma che in una ottica a lungo termine sarebbe servita a sanare l’economia… per qualsiasi iniziativa c’era una gamba tesa pronta per Prodi. Ed è è chiaro che a forza di sgambetti prima o poi uno non trova più la forza di rialzarsi e resta a terra.
La spintarella definitiva l’ha data Mastella. Che casualmente, proprio mentre s’infuria il mare grosso attorno a D’Alema e le sue proposte per la gestione della politica estera in Afghanistan (e già questo episodio stava scavando una ferita profonda e minando dall’alto la stabilità del governo) si fa scoprire indagato, e prima di lui la bella mogliettina, per corruzione. (Meno male che si tratta del nostro ministro della Giustizia…) PATATRACK ! Mastella presenta le sue dimissioni. L’Udeur se ne esce di scena. Se ne scampa un partitucolo della minchia e vien giù tutto.
Ma per tutto questo e molto altro ancora dobbiamo ringraziare lui, Mr B. Che di tante cose buone che ha fatto c’è stata anche la meravigliosa idea di ritoccare la legge elettorale nel 2005, proprio al fine di ottenere questo: un’Italia ingovernabile.
Con delle maggioranze fittizie, di estetica, ma che sono nella realtà un ensemble di piccolo partiti che rendono magmatico il pavimento e ingestibile la politica interna.
Con delle soglie di sbarramento pari alla Camera al 2% per la partecipazione di una lista facente parte di una coalizione, al 4% per la partecipazione ad una lista che non fa parte di una coalizione e del 10% per la partecipazione al riparto da parte di una coalizione di liste, mentre al Senato dette soglie sono pari al 3%, 8% e 20%, Mr B ha ritoccato l’ordinamento e lo ha stravolto come era abituato a fare con l’economia per far quadrare il suo solo tornaconto personale, come è bravo a fare anche con tutto: un predicatore nato, che ammalia le folle e sfila i taccuini con il sorriso. Senza dimenticarsi di far approvare prima una bella legge “Salva-Previti” che salvi il deretano anche a lui nel caso lo scoprissimo.
Ora più che mai, i nostri politici hanno carta bianca per inscenare i loro teatrini e sfoggiare le abilità di commediografi e di attori in fase di propaganda pre-elettorale. In effetti è molto divertente guardare Porta a Porta con mute premuto e parlarci sopra, reinventando i dialoghi, dando nuove voci e testi agli ospiti.
Però un gran pregio questo paese ce l’ha: siamo sicuramente lo Stato che gode di maggiore stabilità e pace emotiva nei periodi di transizione da un governo a un altro. Quindi mi infilo il costume, Ehi John preparami un Mojito, e sù il bicchiere fino all’alba ancora per qualche notte… godiamoci la pace e il silenzio dei giaguari.

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