Ebbene sì. Dopo anni di astinenza dalla malattia, ieri è capitato anche a me: mi sono presa l’influenza. In queste 48 ore di convalescenza ho scoperto alcune cose interessanti e curiose.
Primo: il mio blog non è più in seconda posizione nel positioning di Google, ma addirittura in 4°, surclassata da pessy varie ed eventuali non originali.
Secondo: l’olio 31 crea dipendenza. Mai farsi prestare la diabolica boccetta verde dalla nonnina con l’idea di mettere qualche giccia sul cuscino per dormire meglio o sul fazzolettino. Si comincia così, poi lo metti su tutti i fazzolettini di carta che usi durante la giornata, poi sul collo del dolcevita e da qui il passo è breve per finire di condirci anche l’insalata.
Terzo: essendo costretta a rimanere in casa e sotto coperta, ne ho approfittato per vedere alcuni dei milioni di Giga di films in DivX scaricati nei mesi addietro, come “Cappuccetto rosso e gli insoliti sospetti” e “Il paziente inglese”. Questa sera la sala proietterà, di Woody Allen “Accordi e disaccordi” e “Il dittatore dello stato libero delle bananas”.
Quarto: inoltre ho avuto anche tempo a sufficienza per finire di leggere “Il Maestro e Margherita” di Bulgakov e capire che è stata una lettura pesante, anche se a tratti piacevole. Considerando che ho letto tutto “Racine” in lingua e l’ho trovato emozionante… il libro del nostro autore russo è un tantino troppo inutilmente prolisso su dettagli e descrizioni che roovinano e fanno scemare magari una scena di azione, che si svolge in rapidità, appesantendola e caricandola troppo di linee e tratteggi verbali.
Quinto: ho scoperto che mia madre fuma ancora di nascosto e che quando esce si veste come una ventenne, sfoderando pure il coraggio di frequentare posti da ventenne e di vantarsi del look e della serata con me e mr trip.
Ho inoltre scoperto che i piedi mi puzzano più del solito nei periodi di malattia.
Infine: la giornata di oggi sarà un nuovo insieme di ore di relax forzato, tra i profumi di eucalipto e le medicine (se morissi oggi probabilmente il mio corpo non riuscirebbe nemmeno a decomporsi), film assurdi (sono curiosa di vedere “The elephant man” di Lynch) e letture poco probabili. Forse riuscirò anche a dare fuoco di nascosto a qualche capo di abbigliamento da teenager della moglie del Reverendo, Saint Mary.