Pessy’s Weblog

Maggio 7, 2008

Il ritorno a casa

Archiviato in: PENSIERUCOLI — Tag:, , — pessy @ 11:55 am

In questo ultimo anno mi sono trovata ad operare numerose scelte piuttosto difficili per me, emotivamente e psicologicamente; ho rivisitato ed esaminato profondamente numerose volte la mia vita, le decisioni prese in passato, gli errori commessi, le persone frequentate e lasciate o con cui non ho mantenuto i contatti, e quelle che invece persistono al mio fianco. Sto imparando a conoscermi perché, per quanto mi riguarda, trovo che ampie porzioni del mio carattere e dei miei desideri siano sconosciuti perfino a me stessa. Questo perché, purtroppo, molte delle mie azioni sono state compiute non in modo consapevole e maturo, ma soltanto perché mi trovavo spinta a compierle alla luce e in virtù di una sorta di insieme coerente e logico di concetti, insegnamenti e valori che mi erano stati insegnati da bambina.

I primi screzi tra la mia coscienza e il mio bagaglio culturale-ideologico si sono verificati quando avevo quindici anni e cominciai a rendermi conto che tra ciò che si presentava ai miei sensi come “reale” era assai lontano dal coincidere con il “vero”.
In primis fu la mia famiglia a pormi dinnanzi agli occhi costanti atteggiamenti di ipocrisia, assenza di reale amore ed interesse nei miei confronti: ai miei genitori sfugge a tutt’ oggi il punto di base della questione che ha fatto incrinare i nostri rapporti, e cioè che io sono sempre stata, sin dalla nascita, una persona, un essere umano mentalmente, emotivamente e caratterialmente indipendente. Da parte loro, invece, c’è sempre stato una volontà di uniformarmi alla massa, alla mediocrità e ad un ideale di famiglia medio-borghese unita e compatta a tutti i costi e secondo una forma prestabilita. Ma da quando ho iniziato a dimostrare un carattere estremamente incompatibile con quanto loro desideravano da me, la loro non volontà di assecondare il mio modo di essere mi ha cambiata e allontanata enormemente dai propositi iniziali, rendendomi nervosa, ribelle a priori relativamente a qualsiasi loro asserzione, viziosa e incapace di pormi dei limiti o di rispettare quelli altrui.
Per me è oggi molto difficile ammettere che non sono per nulla orgogliosa di molte delle cose che ho fatto e detto in passato; ma devo anche dire che non per questo rinneghi qualcosa di ciò che sono stata, perché mi ha aiutata a divenire consapevole di una quantità di aspetti e pensieri a cui non sarei mai potuta arrivare se non ci fossero stati quei trascorsi esistenziali. Le brutte esperienze, la depressione, l’isterismo, l’insicurezza sono legate al continuo rimandare sulle spalle di qualcun altro o di qualche cosa d’altro quello che è uno dei nodi cruciali che anche oggi mi impediscono di maturare, e cioè, il sostanziale immobilismo esistenziale a fronte però di una volontà e di un bisogno incredibile di cambiamento radicale. Io credo si tratti sostanzialmente di mancanza di coraggio e di volontà, e sto cercando con tutta me stessa di uscire dalla spirale delle giustificazioni di comodo, della strada fatta di bambagia, dell’auto-compassione.
I punti cruciali, che mi hanno permesso di intravedere e di recuperare la mia strada, svoltando finalmente verso la vera me stessa, sono stati lasciare l’università, sforzarmi di riprendere il dialogo con i miei genitori e mia sorella, scegliere una direzione precisa e non più sfocata e confusionale e utilizzare tutta la mia forza e passione per raggiungerla; il che significa, cambiare profondamente me e rivedere ogni mio aspetto e punto di vista. Sembra banale e poco reale ma mi sono resa conto che avrei dovuto dare retta a due concetti che quando ero bambina ero solita ripetere e rispettare: seguire i propri sogni e aspirazioni è il solo modo per essere davvero felici, e che ogni giorno è buono per ricominciare.

1 Commento »

  1. Come mai non scrivi più niente?
    SMACKKK
    Brucee

    Commento di Brucee — Maggio 28, 2008 @ 8:42 am

RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URI

Lascia un commento

Blog su WordPress.com.