ricetta n° 04

La ricetta che propongo oggi è:

Risotto di Zucca e Radicchio.

Per maggiori informazioni scrivere a Butterfly.Tamy@libero.it

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la febbre del sabato sera

Ebbene sì. Dopo anni di astinenza dalla malattia, ieri è capitato anche a me: mi sono presa l’influenza. In queste 48 ore di convalescenza ho scoperto alcune cose interessanti e curiose.

Primo: il mio blog non è più in seconda posizione nel positioning di Google, ma addirittura in 4°, surclassata da pessy varie ed eventuali non originali.

Secondo: l’olio 31 crea dipendenza. Mai farsi prestare la diabolica boccetta verde dalla nonnina con l’idea di mettere qualche giccia sul cuscino per dormire meglio o sul fazzolettino. Si comincia così, poi lo metti su tutti i fazzolettini di carta che usi durante la giornata, poi sul collo del dolcevita e da qui il passo è breve per finire di condirci anche l’insalata.

Terzo: essendo costretta a rimanere in casa e sotto coperta, ne ho approfittato per vedere alcuni dei milioni di Giga di films in DivX scaricati nei mesi addietro, come “Cappuccetto rosso e gli insoliti sospetti” e “Il paziente inglese”. Questa sera la sala proietterà, di Woody Allen “Accordi e disaccordi” e “Il dittatore dello stato libero delle bananas”.

Quarto: inoltre ho avuto anche tempo a sufficienza per finire di leggere “Il Maestro e Margherita” di Bulgakov e capire che è stata una lettura pesante, anche se a tratti piacevole. Considerando che ho letto tutto “Racine” in lingua e l’ho trovato emozionante… il libro del nostro autore russo è un tantino troppo inutilmente prolisso su dettagli e descrizioni che roovinano e fanno scemare magari una scena di azione, che si svolge in rapidità, appesantendola e caricandola troppo di linee e tratteggi verbali.

Quinto: ho scoperto che mia madre fuma ancora di nascosto e che quando esce si veste come una ventenne, sfoderando pure il coraggio di frequentare posti da ventenne e di vantarsi del look e della serata con me e mr trip.
Ho inoltre scoperto che i piedi mi puzzano più del solito nei periodi di malattia.

Infine: la giornata di oggi sarà un nuovo insieme di ore di relax forzato, tra i profumi di eucalipto e le medicine (se morissi oggi probabilmente il mio corpo non riuscirebbe nemmeno a decomporsi), film assurdi (sono curiosa di vedere “The elephant man” di Lynch) e letture poco probabili. Forse riuscirò anche a dare fuoco di nascosto a qualche capo di abbigliamento da teenager della moglie del Reverendo, Saint Mary.

Me, myself and I

Mi sono frequentata con un ragazzo che faceva il modello da Milano.
Ho fatto un tatuaggio e un piercing all’ombelico di nascosto dai miei a 18 anni. E sono riuscita a tenerli nascosti per anni finchè on mi sono rotta e ho confessato la bugia.
Sono andata a insaputa dei miei al GP di Imola con un mio ex che non vedevo da anni e alcuni suoi amici, entrando senza pagare indossando semplicemente il braccialetto di plastica di uno di loro che danno a chi acquista l’opzione di permanenza per più giorni e che funge da pass.
Un giorno sono tornata a casa, dal carrè che avevo, con una cresta di 5 cm e un lato della testa conuna rasatura che seguiva la curvatura e disegnava due linee di 0,5 cm l’una circa.
Visto che avevano comunicato alla nostra classe, la 5LA che come esaminatore esterno avremo avuto un prete, che non sopportava scollature, spalle scoperte e tatuaggi, il primo giorno degli scritti mi sono presentata con una canottierina micro micro, della serie pancia scoperta e piercing e tatuaggio in bella vista… sono stata maturata con 97/100.
Me ne sono andata 2 giorni a Bologna con un ragazzo consciuto in un forum, senza sapere chi erano i suoi amici presso la cui casa avremo dormito, e conoscendolo appena.
A 5 anni continuavo a ripetere a mia madre che io ero già stata una persona adulta, perchè all’epoca sostenevo che il ciclo vitale consisteva nelle fasi: vecchiaia, adolescenza, infanzia nell’ordine.
Se mio padre mi chiudeva fuori casa perchè tornavo tardi la sera (o presto la mattina, che dir si voglia) avevo adottato un metodo infallibile per convincerlo a farmi entrare a dormire: mi attaccavo al cellulare e facevo suonare il telefono di casa finchè non gli si sfracellavano i maroni, a lui, a mia madre, a mia sorella. E pure al criceto.
Ho lasciato a metà il percorso alla facoltà di giurisprudenza di Padova per fare grafica, nonostante la media del 27.
Sono stata picchiata e violentata.
Hanno tentato di scipparmi la borsetta in bici quando avevo 14 anni (un ragazzo italiano sui 25 in un furgone bianco: ma sei pirla secondo te una ragazzina di quell’età può avere con sè più di diecimilalire?!).
Ho lasciato l’università in primis perchè il sistema e l’orgnizzazione universitaria esistenti dal mio punto di vista non plasmano dei professionisti; essere laureato non può essere per me motivo di orgoglio o sinonimo di persona acculturata, ma solo un pezzo di carta.
Sono finita in coma etilico a 16 anni alle 22.00 di un 31 dicembre.

Pensieri liberi, per farvi capire, almeno un pochino, la mia personalità.

Libera, contraddittoria, insofferente e silenziosa.

Cavoli, oltre  a queste avrei altre migliaia di storielle carucce da raccontare sull mia vita… Ho 23 anni ma potrei tenere a bada la mia nipotina per ore raccontandole curiosi aneddoti ed episodi folkloristici sulla mia giovinezza. Ih ih.

A me l’onore e la gloria (o per lo meno un pezzettino)

Mi hanno chiesto di scrivere per una nota rivista online (2night magazine) a proposito di tematiche cool come media, technology, social. Non facile direi.

Al di là di quanto posso aver scritto, e che leggerete tra breve anche in modo “ufficiale” nell’apposito e sopra citato magazine online, è stata la notizia in se, la richiesta di collaborazione da parte della redazione che mi ha stupita e resa felice non poco… Tutto nacque nel momento in cui io iniziai a frequentare il forum di http://www.2night.it; ad un certo punto lo staff della redazione decise di introdurre un sistema di interazione utente – utente -redazione tale per cui era possibile commentare dei locali, la redazione leggeva quanto da te scritto, dava l’ok per pubblicarlo e poi inseriva il commento di fianco alla scheda del locale. Quindi per gli altri utenti diventava interessante leggere le opinioni di chi aveva già visitato un ambiente e poteva decidere di giudicare come “UTILE” il tuo commento. Più recensioni scrivevi e più gli altri utenti le segnalavano come “UTILI”, e più acquisivi una sorta di punteggio crescente, denominato “KARMA”.

Il mio “KARMA” era molto alto e le mie recensioni sono state notate dalla redazione, che mi ha voluta, assieme ad altri pochi utenti, tra le persone incaricate di esprimersi intorno a sei tematiche: Food, Drinking, Technology, Social, Media e Cool&Fashion.

Voi non avete idea di quanto mi abbia reso felice questa richiesta: una fettina di gloria che potrò raccontare ai miei nipotini e di cui vantarmi… Sì, mi sto gongolando, E ALLORA?? Posso essere orgogliosa di me per una volta??

Mi sono sentita per tanti anni mediocre, come dire beigiolina, grigetta. Ora sono verde acceso: kad on.

Sono felice, per una volta… e non mi toglierete anche questa soddisfazione! Non potete: ormai è dentro al mio cuoricino, che sorride e cerca il cielo blu sopra alle nuvole scure e la nebbia umidiccia e sporca.