Giorno 9.

Non ho scritto per ben tre giorni; tre lunghissimi giorni in cui l’angoscia di non essere accettata al corso di Quality System Manager ha avuto il sopravvento su tutto: sulla dieta, sull’autostima, sulla buona volontà di fare qualunque cosa. Purtroppo questo è un aspetto del mio carattere su cui sto lavorando da tempo, con parziali e incostanti successi: quando un evento di incerto accadimento è per me una priorità, tutto il resto viene nientificato. Così sono stata scortese, scontrosa, debole. E questo capita perchè nella mia mente ha il sopravvento la negatività, ossia la convinzione che le mie speranze saranno sicuramente deluse, per questo mi sento sconfitta ancora prima di conoscere l’esito della battaglia. In realtà, almeno per questa volta, ho vinto! Mi hanno accettata per il corso e domani mattina sarò a Padova per una presentazione generale dello stesso! Sulla base di quanto mi avevano spiegato nel primo colloquio, una volta accettati nel corso, automaticamente si parteciperà anche all’assegnazione degli stage, quindi dovrei avere un tirocinio di 3/4 mesi garantito…e poi chissà! Ora, però, dovrò affrontare una triste incombenza: comunicarlo ai ragazzi a cui do ripetizioni, in particolare a T. Mi ero tanto affezionata a questo bambino, mi dispiace tanto l’idea che non portò più aiutarlo e vederlo, ormai lo seguivo 2, a volte 3, pomeriggi la settimana da 7 mesi. 😦 Credo che il corso inizierà già dalla prossima settimana, per 8 ore al giorno, dal lunedì al venerdì, per cui non avrò più tempo per nient’altro: devo concentrarmi al massimo e dare il meglio di me per distinguermi e rendermi appetibile per il tirocinio, una volta concluso il corso. Mi dispiace che non percepirò uno stipendio per i prossimi 6 mesi, ma spero vivamente che questo percorso possa essere fruttifero trascorso quel tempo. Cavoli, Paolo Fox aveva detto che per i nati sotto il mio segno i prossimi tre mesi sarebbero stati fortunati sul piano lavorativo ed economico, ma non pensavo che sarebbe accaduto davvero!!

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Giorno 5.

Oggi alle 14.30 ho avuto il colloquio presso Eduforma a Pd per la selezione dei candidati che accederanno al corso formativo di Quality System Manager, speriamo sia andato bene! Certo, le domande che ti pongono (come in ogni colloquio fatto) sono di una banalità disarmante:
– “Perchè ha scelto di aderire a questo percorso formativo?” Ma cosa vuoi che ti risponda? Questo mi avete proposto, con la promessa che al corso seguirà uno stage in un’azienda che forse poi mi assumerà… sto cercando lavoro cavoli!!
– “Lei che cosa sta cercando in questo momento?” Mah, pensavo di comprarmi uno yacth e starmene in giro per il mondo in vacanza…Sto cercando un lavoro pirla! Uno qualunque mi andrebbe bene, ti pare il momento di mettersi a fare gli ambiziosi e i preziosi??!!
– “Come mai ha due diplomi di scuola superiore?” Perchè non sapevo cosa fare la sera, così mi sono iscritta a un corso serale.
Ed altre ancora…… :/
L’esaminatore quando stavo uscendo mi ha detto “Speriamo di rivederci presto!” quindi mi auguro che sia un buon segno! Considerando poi che, tornando a casa, dei vigili appostati per effettuare dei controlli a campione hanno fermato l’auto dietro di me… si dai, sento che oggi è la mia giornata fortunata!!
Stamane ho aiutato mia nonna, pulendo i vetri del piano terra di casa sua…mi piace poter fare qualcosa per lei, le voglio molto bene!Lei è una donna molto paziente, umile, semplice e io ho passato molto tempo della mia infanzia con lei, piacevolmente. Anche oggi, lei mi sa ascoltare, capisce il perchè vivo male a casa mia e per questo abbiamo un’ottima intesa. La sua salute non è però molto buona ultimamente; accusa dolori alle gambe e alla schiena che, secondo il dottore, sono legali all’infiammazione del nervo sciatico. Uno dei dispiaceri più grandi che potrei vivere è che lei non ci fosse al mio matrimonio…vorrei tanto poter trascorrere quella giornata anche con lei!
Sto ancora attendendo il preventivo dallo studio per presiedere ai lavori di costruzione della casa, mah non so cosa stiano aspettando. Lunedì contatterò un altro studio, per avere un ulteriore preventivo, speravo di sistemare la documentazione prima che iniziassero a lavorare gli artigiani che faranno gli impianti della casa.
Ieri sera ho sforato cn la dieta…però che serata! In compagnia di una delle mie migliori amiche, davanti a “Gilmore girls” prima e “I soliti idioti – il film” poi, e gustando del cibo cinese da asporto… Aaaah!! Una serata perfetta!!! 🙂

Giorno 4.

Oggi non sto fisicamente in piena forma, ma mi sono sforzata comunque di uscire stamattina per fare delle commissioni: ho acquistato il primo regalo di Natale! Precisamente, il regalo per mia mamma (ma non svelerò di cosa si tratta!).
Sono passata in cantiere a vedere il vetro che hanno montato ieri e…incredibile, sembra che lo facciano apposta a fare degli errori! Avevamo chiesto la grondaia verniciata testa di moro per essere in tinta con le grondaie di rame…e l’hanno verniciata più chiara!!! Non mi piace, ma temo proprio che dovrò rassegnarmi alla vista dati i rapporti ormai incrinati con l’impresario e i due mesi che abbiamo dovuto attendere per il montaggio di questo obbrobrio…che nervi!
Ieri sera ho anche saputo che a uno dei tre ragazzi che seguivo dando ripetizioni, in questo caso di lingua francese, ha ottenuto che gli venga data la possibilità di studiare spagnolo, anzichè francese appunto, per cui non sarà più necessario il mio aiuto.
Così, ne approfitterò del tempo libero che ho ottenuto per andare a trovare S. oggi pomeriggio, una mia carissima amica che non vedo da più di un mese! Non voglio nemmeno pensare che questa sia una giornata negativa; ci sono tutti i presupposti per intenderla in questo senso, ma non voglio, nel modo più assoluto, cadere nel solito errore di demoralizzarmi! C’è un bel sole fuori, ho acquistato il primo regalo di Natale, vedrò S: mi concentrerò su queste tre cose!
Ieri pomeriggio ho visto anche G., un’altra mia cara amica; sta vivendo un periodo un po’ confuso (a mio parere) e credo che anche lei dovrebbe trovare il modo di focalizzarsi sulla costruzione di qualcosa di positivo. Anche piccole cose quotidiane, piccoli traguardi nel breve periodo, nuove attività da fare nel tempo libero o nuovi slanci per le storiche passioni. Penso che lei si senta molto sola e incompresa e anche insicura; invece dovrebbe darsi fiducia, lei ha molte capacità e qualità, dovrebbe solo trovare la forza di rinnovarsi e di gettare quelle ancore mentali che la tengono legata al passato: è ora di crescere e di sbocciare, G. Spero che un giorno leggerai questo post! Chissà se ha seguito il mio (banale?) suggerimento di comprare una lavagnetta da tenere in camera e su cui segnare a caratteri cubitali “I MIEI OBIETTIVI:” e riportare a capo un elenco di attività che concretamente si impegnerà a realizzare.
Penso che il passo più difficile in un momento critico della propria vita sia questo: darsi dei nuovi obiettivi. E’ proprio la loro scelta la parte più ardua, perchè implica la decisione di fare un passo in avanti ma un po’ spostato verso una nuova e sconosciuta direzione.

Giorno 1.

In un certo senso la vita è una rinascita continua, quotidiana. Ogni giorno possiamo avere la possibilità di riproporci, di iniziare nuove esperienze, di rimediare a degli errori… ma anche di commetterne di nuovi, di rimanere fermi sulle proprie posizioni, fisiche o mentali. Non è semplice cambiare uno nostro stato d’animo, pur consapevoli che ci sta rendendo infelici; può essere difficile tendere la mano a una nuova emozione; può essere impossibile riflettere su noi stessi.
La cosa più pazzesca è che…dipende tutto solo da noi stessi! Molte volte incolpiamo i massimi sistemi, il Governo, la famiglia, la Chiesa, il nostro partner, la scuola ma non è così. E’ che a volte siamo pigri, codardi o, più semplicemente, abbiamo paura.
Io sono disoccupata da 11 mesi.
Io sono 10 kg oltre il mio peso forma da 6 anni.
Io sono egoista con il mio partner e non mi fido di lui.
Io non vorrei sposarmi in Chiesa per il solo fatto che mio padre è l’esempio perfetto di finto-cristiano.
Mi sono elencata mentalmente molte ragioni possibili: perchè sono depressa, perchè sono ferita, perchè sono insicura, perchè la Chiesa è un sistema che non approvo, perchè sono stupida, ecc… Qualcuna è una motivazione giusta, qualcun’altra è solo una scusa, ma, in ogni caso, quello che devo fare, se voglio cambiare, non è più darmi spiegazioni sul perchè, ma darmi delle soluzioni per cambiare.

Oggi ho avuto un colloquio con un ente che organizza percorsi di formazioni e tirocinio per il reinserimento lavorativo dei disoccupati; venerdì sarò a Padova per il colloquio di selezione dei partecipanti al corso, che avrà un massimo numero di componenti pari a 9. Se riuscirò ad accedere al corso formativo della durata di 2 mesi (circa), poi avrò la possibilità di effettuare uno stage di 480 ore presso un’azienda che ricerca la figura professionale oggetto del corso.
Oggi pomeriggio terrò 2 ore di ripetizioni e poi alle 18.00 ho appuntamento presso uno studio di architetti per vagliare il preventivo per la modifica dell’impresa esecutrice la costruzione della casa. Da tre settimane vado in palestra 2 o 3 volte la settimana e ora devo iniziare a rendere più sana la mia alimentazione: questo sarà un punto doloroso, dato che amo cucinare e sono molto golosa: sarà una bella sfida! Domani mattina inserirò i miei dati di peso e misure dei punti critici.

Andare

D’un tratto l’incomprensione innalzò un muro di silenzio e di fastidio reciproco. Ann fissava Clark senza riuscire più a trovare una motivazione per comunicare con lui, anche se negli ultimi trentacinque minuti comunicare era diventato sinonimo di insultare. Adesso non ricordava nemmeno più il motivo del litigio (forse l’aver usato un certo tono di voce per esprimere un commento che a lui irritava tanto) ma le sembrava che ogni cosa e ogni istante insieme a lui non avesse avuto, nè avrebbe potuto avere più in futuro, alcun senso. Cos’era quella pesantezza che ora sentiva nella testa e nel corpo? Perchè le sembrava di soffocare (forse tutti quelle ore di lavoro straordinario la stavano stancando troppo)?
“Ann, ma dove vai? Non abbiamo finito di parlare!”
“Beh, io sì” lei pensò, e divincolando il tentativo di Clark di trattenerla per un braccio, chiuse gli occhi, promettendo a sè stesssa che, d’ora in avanti e per tutto il resto della sua vita, avrebbe seguito soltanto il suo cuore “Ho bisogno d’aria” rispose, e scendendo gli scalini a due a due si diresse rapidamente verso il portone d’ingresso del condominio. Si arrestò dinnanzi all’uscio in ferro verdastro, arrugginito. Anche quell’elemento le ricordava qualcosa che doveva essere rinnovato profondamente, come la sua vita. Lo spalancò, ritrovandosi a sorridere ad un tramonto tiepido ma profumato, che faceva da sfondo ad una città che per metà rincasava per cenare, e per metà si preparava a vivere nuove avventure.

Penso che una delle azioni che maggiormente mi fa stare bene sia condividere: un’emozione, un hobby, del cibo.

In effetti, riflettevo sul fatto che a me piaccia molto cucinare, e mi rende ancora più felice farlo se posso dividere il pasto preparato con altre persone.

Condividere una serata tra amici, in un’atmosfera di magica intesa e affetto, due sensazioni che ho riscoperto da non molto. Ho avuto per anni delle difficoltà a manifestare i miei sentimenti di amicizia, ed ancora oggi ho molto su cui lavorare. Non so perchè, mi sono chiesta spesso se fossi soltanto un’egoista a cui non importava niente di nessuno, se fossi anaffettiva, se fossi associale; beh a volte mi piace stare da sola e posso non aver voglia di uscire o di vedere nessuno. Anche se, mi chiedo se non c’entri con una certa pigrizia di cui sto cercando di scrollarmi, perchè so bene che è diventata un’abitudine viziosa simile al fumo, ma non è qualcosa che mi appartiene davvero.

Comunque, devo ringraziare moltissimo due persone conosciute frequentando la scuola serale, F. e S., che mi hanno fatto capire che posso essere un’amica, che posso essere una persona a cui voler bene e con cui è piacevole stare. questo mi ha fatto capire che devo solo uscire dal mio guscio, che mi allontanavo dagli altri per timidezza, insicurezza; che posso essere dolce, comprensiva, divertente.

Non so perchè, riuscivo ad essere tutto questo con il mio ragazzo, ma non con altri. Non lo so, sono i misteri dell’essere umano, davvero. La nostra psiche è davvero una foresta intricata ed intrigante, un elemento che cambia, che si arricchisce continuamente di sfumature e di colori, e credo che non finirò mai di interrogarmi su di esso.

Forse sono troppo sensibile, troppo facilmente impressionabile; ma io sono felice di essere arrivata a chiedermi questo, a dubitare di me e della mia direzione, perchè voglio essere critica nelle scelte che compio, e non considerarmi con gli occhi degli altri, ma di me stessa. Voglio essere consapevole delle mie debolezze e dei miei punti di forza, per migliorarmi e crescere, sempre, finchè vivrò. Non posso non considerarmi una viaggiatrice, la mia meta si sposta in continuazione, non so bene qual’è, molti ritengono che sia il viaggio stesso.

Non voglio dare per assodati e fissi i miei difetti o le mie paure, non posso fermarmi di fronte a un mio limite, perchè è solo una questione di volontà, questo l’ho capito a mie spese. E poi così ci si preclude la possibilità di una sfida con se stessi, che è sempre un’opportunità, perchè un po’ ci cambia sempre e in meglio.

Solitudine

Potrei trascorrere ore, intere giornate, forse, analizzando, interrogando, scrutando l’animo umano.

Eppure, sono certa, non verrei comunque a capo delle questioni irrisolte che mi tormentano. Anzi, piuttosto, direi, che mi snervano, mi sovrastano, mi atterriscono e mi confondono. Non so se sono l’unica ad avere dei rimpianti o la certezza di determinati sbagli; non s se sono l’unica a sentirsi così terribilmente sola. Non credo, purtroppo. Preferirei sapere di esserlo perchè, in ogni caso, si tratta di dolori incondivisibili, che comunque nessuno potrebbe comprendere. Perchè il dolore è unico, ci attanaglia e ci sorprende in modi che non avevamo immaginato possibili. E ci chiediamo “Perchè? Perchè sta succedendo a me?” e continueremo a chiedercelo per lungo tempo. Che forse è un tempo breve, ma il dolore rallenta lo scandirsi dei minuti, e ogni giorno sembra un periodo lunghissimo e straziante, un vuoto incolmabile. Ci voltiamo  nella folla del mercato, dei negozi, dei locali, a cercare uno sguardo complice, incontrando solo indifferenza. Ci voltiamo a tavola, in casa, e troviamo un’indifferenza anche peggiore, perchè determinata dal disinteresse di un familiare.

Dentro è come un barattolo vuoto, che risuona un gemito senza passione, freddo e uguale a tanti altri; fuori sei solo uno qualunque, dove potrai ritrovare l’importanza della tua vita?